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Iaidò

Ekam

Lo iaidō è una delle forme della scherma tradizionale giapponese; è una delle arti marziali considerata in Giappone tra le più difficili e raffinate, la successione dei movimenti che formano sequenze apparentemente coreografiche cela in realtà una capacità di controllo del proprio corpo che coinvolge diversi aspetti tra cui la consapevolezza del respiro, la gestione della forza muscolare, l’equilibrio, la repentina capacità di adattamento agli stimoli esterni e l’ascolto della propria interiorità attraverso la quale si inizia un ‘viaggio di conoscenza di se stessi’.

Lo iaidō si può definire una forma di meditazione in movimento; il lavoro di ‘centratura’ di se stessi  e la necessita di essere nel ‘momento’, senza un prima e un dopo, ma presenti nell’attimo che comprende tutto il nostro essere, è la possibilità che offriamo a noi stessi di esplorare e di esplorarci.

All’inizio di questo percorso si utilizza una spada tradizionale di legno, il bokken, e si acquisiscono i movimenti di base che sono fondamentalmente quattro: estrazione della spada, taglio orizzontale, taglio verticale, e rinfodero; a questi movimenti se ne aggiungono progressivamente altri sempre più specifici e complessi che il praticante impara a gestire man mano che la sua capacità percettiva si affina.

Dopo alcuni mesi si può iniziare a utilizzare, quale strumento utile alla ricerca, una spada di metallo non affilata, lo iaito; questo simulacro dell’antica sciabola tradizionale giapponese, la katana, è lo strumento con il quale ci si confronterà per lunghi anni fino ad arrivare a padroneggiarne correttamente e in modo naturale ogni aspetto.

Si passa poi a una fase successiva dello studio che richiede l’uso di una katana affilata per eseguire tecniche di taglio reali su bersagli di bambù, i makiwara, opportunamente preparati; anche questo aspetto ha una lunga e tutt’ora viva tradizione in Giappone e si può considerare la fase nella quale il praticante deve mettere in atto tutte le capacità fisiche e mentali acquisite per riuscire a tagliare correttamente.

La pratica dello iaidō, come di tutte le arti marziali, ha come fine ultimo quello di sconfiggere l’avversario che è dentro di noi, un avversario fatto di ego, di paure, di incertezze, di dolore; l’aiuto dei compagni serve per riuscire in questo percorso per cui  nella pratica dello iaidō non si ‘combatte’ contro qualcuno ma insieme a qualcuno.

admin

Date

25 maggio 2016